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Virgilio, animali e incantesimi

di Bruno Brillante


Virgilio, oltre che poeta, fu conosciuto e venerato, a Napoli in particolare, come mago e protettore della Città.
A Lui si attribuiscono numerosi incantesimi e prodigi, quasi sempre realizzati per proteggere Napoli e i suoi abitanti.
In particolare voglio qui ricordare quegli incantesimi che riguardano gli animali e che fanno pensare ad un Virgilio che si preoccupa del loro benessere e della salute degli uomini, quasi un antesignano della figura del moderno Medico Veterinario.
Qui di seguito, un brano tratto dalla “Cronaca di Partenope”, in cui si racconta di come il Poeta, per liberare Napoli dalle mosche che dalle vicine paludi giungevano in città corrompendo le carni esposte nelle macellerie e portando malattie, si recò appena fuori le mura cittadine portando con sé un bastone al quale era appesa una mosca d’oro.
Le mosche lasciarono la città e l’incantesimo durò per tutto il tempo durante il quale il magico talismano rimase sul limitare dell’abitato.

“In de la quale cità, per l’aiero de la padule, in quello tempo vi era grande abundanzia di mosche tanto che quasi generavano mortalità. Il sopraditto Virgilio, per la grande affezione ch’avea alla detta cità et a li soi citadini, si fè per arte de negromanzia una mosca d’oro e fecela forgiare grande quanto una rana sotto cierti pianeti di stelle, per la efficacia e virtù de la quale mosca tutte le mosche criate inde-la-città fugevano, secundo che Alexandro attesta in de la soa opera, chè isso vide la predetta mosca in una finestra allo castello di Capuana. E Gervasio in-de-la Cronica, la quale se ntitula “Li response imperiale”, prova questa cosa fosse stata cossì. Dapò, la detta mosca fo levata da llà, e portata a lo castello di Cicala, se perdio la virtute.”
(A. Altamura, Cronaca di Partenope)

Non solo dal flagello delle mosche il Vate liberò i Napoletani, ma anche da quello dei serpenti che infestavano, in particolare, i dintorni di una delle principali porte d’ingresso dell’antica Città. Anche in quel caso, grazie ai suoi poteri, Egli riuscì a scacciare i pericolosi animali e a garantire la sicurezza dei cittadini e dei forestieri che transitavano per la trafficatissima Porta.
Ancora, costruì un cavallo di bronzo che avrebbe dovuto proteggere i cavalli malati, e infine, sempre per arti magiche fece sì che le carni degli animali macellati potessero resistere più a lungo alla putrefazione.
Segni di questi prodigi, oltre che nei testi dei cronisti dell’epoca e di epoche successive, sono ancora ben vivi nella memoria della Città, e visibili nei toponimi di molte strade del Centro Antico di Napoli. Nella zona orientale di Napoli, là dov’erano le paludi, c’è una Chiesa dedicata alla Madonna delle Mosche, con un antico dipinto che raffigura la Vergine col Bambino, con mosche che volano.
Nel cortile di uno storico palazzo nel cuore di Napoli c’è una scultura che raffigura la testa di un cavallo. Pare che sia la copia in gesso dell’originale in bronzo attribuita a Virgilio, fusa all’inizio del XIV secolo per forgiare palle di cannone necessarie alla difesa della Città, durante uno dei suoi numerosi assedi. Ed infine, una vasta zona della città antica, conserva nomi di strade e vicoli che rimandano ai serpenti.




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