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Tanto ancora c’è da fare

Cari colleghi/e,

con queste mie righe voglio chiudere un triennio di presidenza come se si chiudesse un ciclo di vita professionale e personale. Tre anni fa ho pensato di affrontare questa avventura con la ferma convinzione che c’era da fare molto per la Veterinaria e, nonostante molto abbiamo fatto in questo triennio, sono convinta che tanto ancora c’è da fare. Nonostante la mia esperienza come consigliere nel triennio precedente vi dico che tre anni non bastano per portare a termine i progetti che sono stati messi in campo, perché mentre ti insedi, capisci come funzionano le cose il tempo passa….

Ci tengo a ringraziare tutto il Consiglio per avermi supportato, sopportato, consolato, affiancato come meglio non potevano fare. Incontrarsi periodicamente, sentirsi telefonicamente più volte al giorno, presenziare a riunioni istituzionali, sottraendo tempo alla propria vita personale, non è cosa da poco, bisogna essere seriamente motivati. Noi lo siamo stati, noi abbiamo anteposto l’Ordine alla nostra vita personale, mio figlio quando ha saputo che mi candidavo nuovamente mi ha detto: “speriamo che non ti eleggano”. Ragionando dal suo punto di vista come non dargli ragione, poco ci sono stata per i miei figli, poco anche per la mia vita professionale … D’altronde l’impegno dell’Ordine non è remunerato ed un libero professionista vive del suo lavoro a meno che non abbia un’entrata fissa e poi faccia libera professione.

Ad un certo punto alcuni liberi professionisti che pensano di fare, invece di unirsi tutti insieme per affrontare i problemi della categoria, si osteggiano, si combattono, si schierano contro, ma non sarebbe stato molto più saggio ma anche più produttivo metterci a tavolino e discuterne…

Questo Consiglio ha riunito i liberi professionisti per metterli a confronto, li ha fatti sentire parte importante di una categoria affrontando le problematiche della libera professione.

Chi mi conosce lo sa che mi sono sempre occupata di pari opportunità, al Comune, alla Regione, perché sono convinta che la donna che lavora, sia nel pubblico impiego che nel privato, sia sottoposta ad una mole di lavoro doppia, debba conciliare lavoro e famiglia, lottando con i sensi di colpa che tutto questo comporta.

Questo triennio è stato caratterizzato da un Presidente donna e da sei donne tra consigliere e revisori: questa non è cosa da poco visto che il Medico veterinario è, come in molte altre professioni, sempre più donna e chi più delle donne può capire le donne……Si dice che le donne non fanno squadra ed io rispondo sempre che le donne intelligenti non hanno di questi problemi. Questo Consiglio è stato un Consiglio di uomini e donne intelligenti, che hanno lavorato all’unisono, senza risparmiarsi e, permettetemi di dire, rappresentando l’immagine della categoria a cui tutti dovremmo ambire: uomini, donne, dipendenti, liberi professionisti, universitari tutti insieme per portare in alto con dignità la Medicina Veterinaria, senza rivalità ma in collaborazione.

Concludo invitandovi a venire a votare pensando bene alla vostra scelta, perché da questa dipende il nostro futuro, il futuro dell’Ordine!

Natalia Sanna

 




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