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Oltre il veterinario

di Antonio Limone*


limoneNella sua parabola evolutiva la figura del medico veterinario ha subito una sostanziale trasformazione, dal veterinario “curatore degli animali” al professionista specializzato nelle varie discipline della sanità animale, dei controlli degli alimenti di origine animale e dell’igiene degli allevamenti. Oggi il medico veterinario riveste un ruolo chiave nell’ambito della salute pubblica, eppure nell’immaginario collettivo, spesso, egli resta circoscritto a ristretti ambiti di azione che ne sminuiscono l’importanza.

Dei 31.470 medici veterinari italiani 2.509 sono professionisti campani e di questi 1.419 sono uomini e 1.090 donne. Il dato fa riflettere, mette in luce una forte spinta dei giovani verso la professione nonostante i dati poco confortanti del VII Rapporto AlmaLaurea 2015, nel quale emerge che l’occupazione dei giovani laureati continua ad essere sostenuta soprattutto dalla libera iniziativa professionale e ad essere, dunque, scarsamente remunerativa. Il crescente numero dei giovani veterinari è il chiaro segnale che nell’ambito delle nuove sfide che arrivano dalla modernità la professione è in prima linea ed è chiamata sempre più a svolgere un ruolo determinante. Nei tempi passati il veterinario condotto era la figura di riferimento per un territorio, riuniva in sé diversi compiti, l’obiettivo di tutelare la salute era legato in particolare agli animali da reddito perché essi fornivano il sostentamento economico di molte famiglie. Oggi, anche se molti non lo sanno, è il medico veterinario a garantire la sicurezza alimentare, ad assicurare che ciò che arriva sulle nostre tavole non sia rischioso per la salute nostra e dei nostri figli. I giovani studenti hanno colto questo aspetto, i veterinari moderni lo sanno, bisognerebbe lavorare sull’opinione pubblica per recuperare il prestigio di una funzione spesso nell’ombra. Nella medicina di prevenzione la partita si gioca su diversi fronti, poiché un cibo sicuro deriva da un ambiente salubre e controllato. Dunque, è sempre più obbligatoria una professionalizzazione che si apre ad un ventaglio di discipline diversificate, una evoluzione continua della categoria che possa poi, contemporaneamente, riflettersi nella società e obbligare tutti a guardare oltre il veterinario comunemente inteso.

La Regione Campania, che ha superato varie emergenze sanitarie e oggi “combatte” contro la Terra dei Fuochi, contro la bestia nera che ha messo in ginocchio le produzioni dell’agroalimentare campano e martoriato l’immagine di una regione di eccellenze di fama mondiale, produce trasparenza e salute pubblica grazie ad una fitta rete di epidemio-sorveglianza. È in capo ai veterinari campani una strategia di controllo “dal campo alla tavola” che monitora le produzioni lungo tutta la filiera, dall’allevamento al prodotto finito, controlla ed analizza l’ambiente, l’acqua ed il terreno, delimitando le aree a rischio ed eliminando i prodotti dannosi.

Le risposte della sanità pubblica alle emergenze si sono evolute e vanno al passo con la modernità e la tecnologia: lo strumento messo in campo dalla regione Campania e dall’IZS del Mezzogiorno per dare risposte immediate all’allarmismo Terra dei Fuochi è ultramoderno, figlio della cyber communication, è il Qr-Code Campania Sicura. Un codice a barre a forma della Regione Campania apposto sulla confezione dei prodotti che si trovano in commercio diventa un marchio di garanzia per il consumatore. Leggendo il qr-code con uno smartphone è possibile, in maniera istantanea, avere accesso alla carta d’identità del prodotto, a tutte quelle analisi che ne attestano la salubrità.

Insomma, la prospettiva futura per i veterinari non può che essere la formazione di una categoria sempre più professionalizzata, al passo con i tempi e in armonia con gli altri anelli della catena preposta al controllo ed alla salute pubblica.

*Tesoriere FNOVI




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