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Mediterraneo: il mare che unisce

di Raffaele Bove


Mediterraneo kayak

Un ponte di 569 miglia in Kayak
Nella nostra storia millenaria, Mare Nostrum è stato luogo di integrazione e di scambio tra popoli, culture, religioni, permettendo lo sviluppo di una civiltà avanzata che è stata, per secoli, modello di riferimento per le popolazioni future. Oggi, il drammatico esodo dei profughi ha modificato l’anima del Mediterraneo: essi scappano dalle guerre e dalle violenze e, a rischio della propria vita e di quella dei propri familiari, affrontano il viaggio attraverso il Mediterraneo su barche e gommoni di fortuna trasportati da scafisti senza scrupoli. E’ la storia di questo nostro secolo, la storia delle storie, quella che avviene tutti i giorni, che riempie le pagine dei giornali e che ci commuove. E’ una strage senza fine e il mare che li accoglie è diventato un grande cimitero, testimone di dolore, soprusi, violenze.
Lo scopo di questo progetto è quello di riproporre l’antico messaggio emblema del Mediterraneo di accoglienza e di integrazione, incrociando le rotte con quelle dei migranti, rifacendo al contrario il loro tragitto, partendo dal porto di Agropoli e raggiungendo in kayak ed imbarcazioni a vela il porto di Tunisi. Il progetto “Mediterraneo: il mare che unisce” vuole anche ripristinare il rapporto dell’uomo con il mare, non solo veicolo di morte e disperazione ma ecosistema da salvaguardare e promuovere.
Obiettivo generale:
Testimoniare e divulgare gli aspetti culturali che uniscono i popoli che si affacciano sulle coste del Mediterraneo, promuovendo dinamiche di coabitazione tra genti diverse per fede, per concezione di vita ma legati da un’antica appartenenza: il Mare nostro.

Obiettivi specifici:
La flotta di Kayakers, con imbarcazione di supporto a vela, avranno come obiettivi quello di documentare la fauna marina dell’area e quello di elaborare uno studio di fattibilità nella zona della Africa colpita da ondate di migrazioni per capire e proporre progetti per la mitigazione dei rischi.
1. Documentazione della fauna marina
• Realizzazione di un documentario sulla fauna marina che si incontrerà lungo il percorso;
• Descrizione delle specie animali in estinzione presenti nel Mediterraneo;
• Esecuzione di un censimento sui siti di nidificazione di Caretta Caretta;
• Avvistamento e segnalazione di animali in difficoltà e/o feriti.
• Avifauna

2. Studio di fattibilità sul fenomeno migratorio
L’UE ha, dopo un lungo periodo di dibattiti, attivato una politica di ospitalità dei rifugiati che prevede una distribuzione nei vari Paesi di un determinato numero di profughi. Tale politica, sicuramente, premiante dal punto di vista umanitario, risulta purtroppo insufficiente a causa dell’elevato numero di profughi. Le milioni di persone costrette a scappare dalla guerra, dalla povertà e da altre avversità ci ricordano tragicamente di quanto sia urgente il bisogno di soluzioni pacifiche basate sulla giustizia sociale e su migliori opportunità economiche per tutti. Cruciale per raggiungere tale scopo è proteggere ed investire nei mezzi di sussistenza rurali, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva.
Fornire sostegno per la protezione dei mezzi di sussistenza agricoli durante il conflitto, creando al tempo stesso le condizioni per la ricostruzione e la resilienza di lungo termine del settore agricolo, come strategia cruciale per la costruzione della pace, la riduzione della povertà e lo sviluppo in generale nei paesi che si trovano in situazioni di crisi prolungate. Sono, quindi, auspicabili politiche di promozione e di assistenza nei luoghi di imbarco. Lo sviluppo rurale e sicurezza alimentare sono centrali nella risposta globale alla crisi dei rifugiati.
Lo studio di fattibilità si propone attraverso un’analisi delle condizioni di vita dei profughi soluzioni per assicurare nel breve tempo condizioni di vita migliori ai rifugiati con l’allestimento di Centri di prima accoglienza ed evitare che trafficanti di persone si arricchiscano provocando morti e tragedie. Nel medio tempo condizioni per la ricostruzione e la resilienza di lungo termine del settore agricolo delle popolazioni costrette dalla fame a fuggire dal proprio Paese
Materiale e mezzi:
7 Kayak, 1 imbarcazione a vela
materiale per le riprese: una Handycam HD sony GW66 stagna, Go-pro Hero 2 HD stagna, Go-pro Hero 3 Black plus ultra HD, cavi attacchi vari, telecomandi per action cams, due macchine fotografiche impermeabili, pannello fotovoltaico pieghevole con accumulatore 62 Watt, 2 binocoli, drone per ottenere riprese di grande effetto.

Percorso:
Elaborare un programma che preveda sei ore di navigazione diurna in Kayak e sei ore di navigazione notturna con imbarcazione a vela.
Studiare il tratto: Mazara del Vallo – Pantelleria – Tunisi.
Periodo 20-30 giorni tra maggio – giugno – luglio

Partners:
Regione Campania, Calabria e Sicilia
Lega Ambiente
Consolato Tunisino
Lega Navale
Società scientifiche
Federazioni Kayak
CGIL Consulta Migrazione
Ordini professionali e Università

 




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