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La verità è salita…

di Massimiliano Mollo


Nella mia lettera pubblicata nella rubrica “Punto di vista” del Settembre 2016, dal titolo “LA VERITA’ SALE SEMPRE A GALLA” , circa gli attacchi mediatici subiti dall’intera categoria , ed in special modo l’increscioso e vile attacco subito dai Professori e Ricercatori della “NOSTRA” Facoltà di Napoli, conclusi affermando “ . . . la verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata, nella seconda ci si oppone violentemente infine la si accetta come ovvia. Noi siamo già alla seconda fase, ci aspettiamo di arrivare alla terza.”. Nei giorni scorsi il TAR Campania ha sentenziato per l’annullamento del provvedimento, con il quale il Rettore dell’Università degli Studi Federico II di Napoli ha irrogato la sanzione del richiamo formale contro il Prof. Federico Infascelli, condannando l’Università al risarcimento in favore dello stesso Professore, oltre al pagamento delle spese processuali. Ho avuto il piacere, ma soprattutto l’onore, testimonianza di stima, di leggere la succitata sentenza; solo ad un uditore totalmente sprovveduto od in mala fede, non può risaltare il chiaro ed evidente  “pressappochismo”, incompetenza e prevenzione “da parte del Rettore e della commissione di indagine da lui stesso nominata, rea di numerose violazioni sia in merito alle valutazioni che alla irrogazione delle sanzioni conseguenti all’asserite violazioni del regolamento per l’integrità nella ricerca. Dalla disamina di tale analisi emergono tre grosse e conclusive verità:

  1. Il “pater familias” , spesso , pressato da poteri politico – economici, dimentica la sua figura principale che dovrebbe essere quella di tutelare un suo “ figlio” fino a prova contraria;
  2. L’Università, nella figura del Rettore e del Senato Accademico ne escono, da tutta questa vicenda, con le ossa rotte, avendo dimostrato (sentenza del TAR 01780/2016 REG. RIC.) incompetenza ed ignoranza dei regolamenti interni allo stesso;
  3. Il Prof. Federico Infascelli, continuerà a camminare a testa ancora più alta, vedendosi riconosciuti, dalla giustizia ordinaria, la genuinità dei suoi lavori e la completa ed acclarata inadeguatezza degli organismi giudicanti interni dell’Università .

Ora, rimbocchiamoci le maniche, c’è molto ancora da lavorare, da studiare e da sperimentare, perché quello che ci propinano dalla televisione e dai giornali, forse, è da rimettere sempre in discussione…




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