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L’ Aelurostrongilosi

di Luisa Del Prete


Anamnesi: Romeo è un gatto maschio intero di 9 anni di 4 kg abituato a vivere in ambienti esterni. Viene portato a visita perché presenta da 3 settimane i seguenti sintomi: tosse cronica, non produttiva e problemi respiratori. Già visitato da un collega, era stato sottoposto a terapia antibiotica per una settimana senza alcun successo.
Visita clinica: Alla visita Romeo presenta una tosse cronica, lieve-moderata e resistente alla terapia antibiotica, non produttiva, persistente e che si aggrava dopo manipolazioni cliniche o a seguito di esercizio fisico. Si evince dispnea, dimagrimento e diarrea.
Esami collaterali: È stato richiesto un campione di feci per effettuare un esame copromicroscopico. L’esito dell’esame ha rilevato presenza di strongili broncopolmonari della specie Aelurostrongylus abstrusus.
È stato effettuato un esame radiografico che ha evidenziato un pattern alveolare generalizzato compatibile con la presenza del parassita.
Trattamento: Il gatto è stato trattato con fenbendazolo (50mg/kg) per 10 giorni.
Risultati: Romeo è ritornato ad essere attivo è c’è stata una remissione totale di sintomi.

Cose importanti da sapere:
• L’aelurostrongilosi è una malattia parassitaria causata da Aelurostrongylus abstrusus, un nematode broncopolmonare che allo stadio di adulto infesta bronchioli, dotti alveolari ed alveoli del gatto, ospite definitivo. Negli ultimi anni in Italia, come negli altri paesi Europei, si è osservato un incremento delle segnalazioni dell’infestazione a testimonianza di un ruolo importante rivestito da tale parassita nella pratica clinica felina
• Il parassita gode di un ospite intermedio rappresentato da diverse specie di molluschi gasteropodi terrestri (Agriolimax spp., Helminthoglypta spp., Helix spp., Helicella spp., Levantina spp., Limax spp., Cernuella spp.)
• Altri animali diversi dal gatto, come uccelli rettili e roditori possono fungere da ospiti paratenici, in cui il parassita resta vitale e infestante seppur non proseguendo il proprio sviluppo. Il ciclo del parassita continua quando il gatto (ospite definitivo) ingerisce il mollusco infestato ovvero una preda in grado di fungere da ospite intermedio del nematode
• La diagnosi clinica dell’aelurostrongilosi, a causa della aspecificità del quadro, è molto difficile. Si può, tuttavia, formulare un sospetto sulla base dei dati del segnalamento e dell’anamnesi, quando compatibili con i tipici fattori di rischio dell’infestazione di Aelurostrongylus abstrusus. La diagnostica per immagini può fornire un valido ausilio per supportare un sospetto, ma non permette di formulare diagnosi di certezza poiché le alterazioni polmonari variano in relazione al periodo dell’infestazione e al grado di compromissione del parenchima e soprattutto perché non permette di evidenziare l’agente eziologico. L’unica possibilità per conseguire una diagnosi di certezza è mettere in evidenza la presenza di A. abstrusus nel gatto parassitato
• L’esame copromicroscopico rappresenta il metodo d’elezione per la diagnosi di aelurostrongilosi. Il gold standard per tale diagnosi è la tecnica che usa l’apparecchio di Baermann, in grado di isolare ed identificare le larve in fase attiva e vitale. Le tecniche FLOTAC si sono mostrate altamente sensibili e accurate anche per la ricerca degli strongili broncopolmonari. Trattasi di tecniche copromicroscopiche quali-quantitative multivalenti che utilizzano il FLOTAC. Queste tecniche, basate sulla flottazione in centrifuga e successiva traslazione della porzione apicale della sospensione, consentono di evidenziare e contare direttamente gli elementi parassitari presenti in 0,5- 1 grammo di feci ed espressi come uova/larve/oocisti/cisti per grammo copros (UPG; LPG; OPG; CPG).




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