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Il mio nuovo stile di vita

di Roberto Zarcone*


Prof. Zarcone

Prof. Roberto Zarcone

Carissimi lettori, sento l’esigenza di rendervi partecipi di un mio travaglio interiore che, dopo lunghe meditazioni, mi ha portato irrimediabilmente a cambiare stile di vita. Tale svolta, mi vede passare da una alimentazione onnivora, ad una vegetariana e subito dopo a quella vegana.

La mia riflessione, prende origine dalla profonda contraddizione che c’è tra l’amare il “nostro prossimo” da un lato, e, paradossalmente, promuoverne la sua estinzione dall’altro, per giunta a scopo alimentare.

Si amici, ho parlato del “nostro prossimo”, assimilando ad esso il mondo animale, aldilà di ogni teoria specista, “nostro prossimo” in quanto essere vivente… (si astenga da commenti inutili chi sia sollecitato a dire che… anche le piante …ecc. ecc.   ).

Proprio dall’espressione ” uccidere per mangiare”, nasce una profonda riflessione che ai giorni nostri, trova supporto chiaro e inconfutabile, in un’ampia mole di dati della letteratura scientifica mondiale che, senza ormai più alcun dubbio, attribuiscono al consumo di carne, di uova, di latte e dei suoi derivati, le malattie tipiche della nostra epoca quali, l’infarto, il cancro, il diabete e altre che, trovano un’azione promuovente, nelle proteine animali, zuccheri e farine raffinate, caseina e quant’altro…

La mia idea di “benessere” è quella di un traguardo che ogni essere vivente ha il diritto di poter raggiungere, attraverso un percorso che debba essere, sia di natura etica nei confronti del mondo animale sia di esigenza salutistica.

Io che nella mia vita professionale, scegliendo il campo medico ed in particolare, la ginecologia, l’ostetricia e l’oncologia, mi sono dedicato interamente a salvaguardare la salute e difendere la vita di tutti gli esseri umani, sento fortemente il tema del rispetto della vita, come codice deontologico irrinunciabile, per tutti quelli che come me, hanno scelto di mettersi al servizio del “prossimo”.

Come ben sapete, la nostra origine è fruttariana, e di questo ne è comprova, la dentatura, per niente assimilabile a quella dei grandi predatori…..in seguito agli sconvolgimenti geologici, determinati dalle ere glaciali, l’uomo haimè, per poter sopravvivere, ha dovuto adattarsi ad una alimentazione varia ma, soprattutto carnivora. Come tutte le imitazioni però, che si discostano dall’originale per particolari che ne determinano la differenza, anche il modo di approvvigionarsi di carne e di alimentarsi di essa, da parte dell’uomo, si è dimostrato molto diverso, proprio per le proprie caratteristiche anatomo-fisiologiche rispetto agli altri carnivori. Ed è proprio in queste differenze che abbiamo cominciato a subire i danni, per la nostra salute, tipici di una alimentazione che, al danno nutrizionale derivante dalle proteine e dai grassi animali, ha aggiunto i danni veri ed irreversibili dell’aver cucinato e bruciato le carni ormai in decomposizione, con l’assunzione di tutte le sostanze tossiche, tipiche dei prodotti della combustione.

L’uomo ha continuato a seguire una dieta onnivora e soprattutto carnivora, per motivi pseudoreligiosi ma soprattutto perché vincolato alle tradizioni che, per milioni di anni, hanno condizionato l’esistenza del pianeta. A queste note storiche dovrei aggiungere uno degli elementi fondamentali che ha guidato l’uomo a compiere la ormai consolidata sopraffazione sul mondo animale, la sua imperitura esigenza di lucro…

Tale esigenza, lo ha spinto a considerare la cura delle malattie come fonte inesauribile di guadagno, senza mai pensare alla vera prevenzione delle stesse, attraverso una alimentazione sana, priva di tutto ciò che determina irreparabilmente il danno alla nostra salute.

Ormai gli studi statistici e di analisi dei risultati delle fonti di alimentazione, hanno stabilito che, sia il danno atmosferico, sia la fame nel mondo, possano essere eliminati attraverso una totale conversione delle culture che anziché essere destinate agli allevamenti intesivi, possano invece essere dirottate sull’alimentazione umana, per sfamare milioni e milioni di individui che ogni giorno muoiono di fame.

La cultura consumistica dell’occidente, ha trovato, attraverso la distruzione del mondo animale e di conseguenza di quello umano, la fonte inesauribile di guadagno e quindi di sopraffazione dei più deboli. Da medico e soprattutto da oncologo, non vorrei tralasciare di ricordare a tutti, l’inutilità della vivisezione che, per oltre il 95% dei risultati della sperimentazione animale, ha visto la inutile e fallimentare applicazione in campo umano.

Da credente, sono convinto che non debba esistere una vita di serie A ed una di serie B, ed è proprio per questo che, rivolgendomi ai medici veterinari, voglio lanciare un appello a tutti coloro che hanno scelto di certificare la legalità delle uccisioni, ricordando che, essere medici, vuol dire dare a tutti , un esempio di dedizione alla tutela della salute e alla difesa incondizionata della vita, e… quella degli animali è “vita”…

La cultura della morte, non può appartenere ad una categoria professionale, per l’appunto medici e veterinari che, per scelta, sono dediti alla salvaguardia della vita di tutti gli esseri viventi, a qualsiasi specie appartengano.

Io spero che un giorno, si possa dire la parola fine, ad una contraddizione etico ideologica, perpretata da chi, scegliendo la vita, debba invece per la legge degli uomini, legittimare la morte.

*Ginecologo – Oncologo
Docente Universitario presso Facoltà di Medicina e Chirurgia Sun




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