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Il ministero della suprema felicità

88235181489788823518148-4-300x456Il ministero della suprema felicità ci accompagna in un lungo viaggio nel vasto mondo dell’India: dagli angusti quartieri della vecchia Delhi agli scintillanti centri commerciali della nuova metropoli, fino alle valli e alle cime innevate del Kashmir dove la guerra è pace, la pace è guerra e occasionalmente viene dichiarato lo «stato di normalità».

Anjum, nuova incarnazione di Aftab, srotola un consunto tappeto persiano nel cimitero cittadino che ha eletto a propria dimora. Una bambina appare all’improvviso su un marciapiede, poco dopo mezzanotte, in una culla di rifiuti. L’enigmatica S. Tilottama è una presenza forte ma è anche un’assenza amara nelle vite dei tre uomini che l’hanno amata: tra loro Musa, il cui destino è indissolubilmente intrecciato al suo.

Dolente storia di sentimenti e insieme vibrante protesta, Il ministero della suprema felicità si snoda tra sussurri e grida, tra lacrime e sorrisi. I suoi eroi, spezzati dalla realtà in cui vivono, si salvano grazie a una cura fatta di gesti d’amore e di speranza. Ed è per questa ragione che, malgrado la loro fragilità, non si arrendono.

Questa storia profondamente umana reinventa ciò che un romanzo può fare e può essere, e riafferma ad ogni pagina le doti narrative di Arundhati Roy.

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Suzanna Arundhati Roy è nata il 24 novembre 1961, a Shillong, nello stato del Meghalaya (India), da Rajib Roy, bengalese di religione induista originario di Calcutta, gestore di una piantagione di tè, e Mary Roy, un’attivista dei diritti delle donne appartenente alla comunità di cristiani siriaci in Kerala, nota per aver intentato con successo una causa per il riconoscimento di uguali diritti fra donne e uomini nell’accesso all’eredità, è una scrittrice indiana e un’attivista politica impegnata nel campo dei diritti umani, dell’ambiente e dei movimenti anti-globalizzazione.

Quando ha due anni, i suoi genitori divorziano, e con la madre e il fratello Lalith, un anno e mezzo più grande di lei, si trasferisce prima in Kerala, e in seguito in una proprietà del nonno materno di Roy a Ooty, nel vicino stato del Tamil Nadu, per fare ritorno tre anni dopo nel villaggio di Aymanan in Kerala, dove Mary Roy avvia una scuola nei locali del Rotary Club locale.00000000000000203404-18-280x280

Durante l’infazia Arundhati frequenta un collegio di suore, la scuola di Corpus Christi a Kottayam, poi la Lawrence School a Lovedale, fondata a metà Ottocento da un ufficiale dell’esercito britannico per i figli dei soldati, e all’età di 16 anni andrà a studiare a Dehli alla Facoltà di Pianificazione e architettura, dove si laurea con la tesi Sviluppo postcoloniale urbano a Delhi. Qui conosce l’architetto indiano di origini britanniche Laurie Baker, che su ispirazione del Mahatma Gandhi promuove la rinascita di pratiche edilizie regionali e l’uso di materiali locali, e condivide gli studi con Gerard da Cunha, che sposerà nel 1977. La coppia, dopo aver vissuto in una baraccopoli a Dehli, si trasferisce a Goa. In questa breve esperienza di vita hippy, Arundhati si mantiene vendendo dolci ai turisti. Dopo quattro anni di matrimonio, i due si separano e Arundhati fa ritorno a Dehli, dove ottiene un posto al National Institute of Urban Affairs.

Nel 1984 il regista indipendente Pradip Krishen le offre un ruolo nel film Massey Sahib, tratto dal romanzo Mister Johnson (1939) dello scrittore irlandese Joyce Cary. Inaspettatamente Arundhati vince una borsa di studio di otto mesi per andare in Italia a studiare il restauro dei monumenti. Nelle lettere che dall’Italia scriverà a Krishen, manifesterà il suo desiderio di diventare scrittrice. Al suo ritorno i due si sposano e collaborano nella realizzazione di una serie televisiva sul movimento per l’indipendenza dell’India, Bargad, e in due film: In Which Annie Gives It Those Ones (1989) e Electric Moon (1992).

Disincantata dal mondo del cinema, Roy sperimenta successivamente altri lavori, tra cui l’insegnante di aerobica, e si separa da Krishen. Una nuova carriera e una più stabile sicurezza economica le si prospetteranno dopo il successo del suo romanzo, Il dio delle piccole cose, pubblicato nel 1997 grazie al quale ha vinto il Premio Booker.

Il suo secondo romanzo, a 20 anni dal precedente, si intitola Il ministero della suprema felicità (The Ministry of Utmost Happiness) ed è uscito in contemporanea in Italia, USA e Regno Unito nel giugno 2017.

 




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