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Finita l’epoca della Mucca pazza? MSR ridotti…all’osso!

di Pino Cherillo


Il 5 agosto scorso è entrato in vigore il Reg. (UE) 1162/2015 che ha portato ad un ulteriore riduzione della lista dei MSR per le TSE. Già negli ultimi mesi l’UE, considerato il miglioramento della situazione epidemiologica per la BSE in Europa e dopo che l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha fatto rilevare che nei tessuti di specie bovina il maggior carico infettante resta limitato in poche porzioni dell’intestino e in alcune specifiche strutture anatomiche, aveva adottato il Reg. (UE) 728/2015 e poi con il succitato Reg. (UE) 1162/2015 di fatto si è reso possibile l’utilizzo di materiale bovino (prima classificato come MSR) per scopi alimentari o come S.O.A (Cat. 2 o 3).
Il Reg. (UE) 1162/2015 pubblicato sulla GU UE il 16/7/2015 ha quindi portato ad una nuova lista del MSR per i Paesi a rischio trascurabile per BSE (tra i quali rientra l’ITALIA) che è definita dai seguenti tessuti divisi per specie animale:
1. Specie bovina: Cranio, esclusa la mandibola ed inclusi il cervello, gli occhi ed il midollo spinale degli animali di età superiore ai 12 mesi.
2. Specie ovina e caprina: cranio compresi il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale degli animali di età superiore ai 12 mesi o ai quali sia spuntato un incisivo permanente, e la milza e l’ileo dei soggetti di tutte le età.
Come detto sopra il Reg. (UE) 1162/2015 completa (soltanto per i Paesi a rischio trascurabile per BSE) la strada già aperta dal Reg. 728/2015 che dal maggio scorso aveva limitato in via generale per quanto riguarda i bovini l’elenco dei MSR ai seguenti tessuti:

– cranio, esclusa la mandibola e compresi il cervello e gli occhi, il midollo spinale degli animali di età superiore ai 12 mesi;

– la colonna vertebrale, escluse le vertebre caudali, le apofisi spinose e i processi trasversi delle vertebre cervicali, toraciche e lombari e la cresta sacrale mediana e le ali del sacro, ma inclusi i gangli della radice dorsale dei bovini di età superiore a 30 mesi;
– le tonsille, gli ultimi quattro metri dell’intestino tenue, il cieco e il mesentere dei bovini di qualunque età.

Anche il Ministero della Salute con nota della DGSAF 18952 del 20/7/2015 ha emanato delle Linee guida per l’attuazione dell’Allegato V del Reg. (CE) n. 999/2001 (modificato nel punto 2 dal nuovo regolamento) e ha dato indicazioni per l’asportazione dei MSR rivolte agli stabilimenti di macellazione e di sezionamento. Con la suddetta nota il Ministero ha fornito indicazioni pratiche corredate anche di foto per assicurare la rimozione dei Msr in sicurezza e prevedendo anche la stesura di procedure operative, validate dai competenti Servizi veterinari, nel piano di autocontrollo aziendale.
L’ulteriore diminuzione dei MSR è prevista solamente per gli Stati membri classificati a rischio trascurabile per BSE ed a tal proposito l’allegato 2 della nota DGSAF 18952 del 20/7/2015 evidenzia la condizione relativa alla categorizzazione dei Paesi ai fini del rischio BSE.
Per quanto sopra la corretta classificazione dei Msr o non Msr dei capi bovini dipende dalla categorizzazione del Paese di origine del capo macellato ma nel caso di provenienza dello stesso da un paese classificato con rischio sanitario superiore rispetto alla categoria dello Stato di origine si dovrà provvedere alla rimozione dei MSR secondo quanto legiferato dal Reg. (UE) 728/2015.
Si rende necessario pertanto un controllo preciso della provenienza del bovino negli stabilimenti di macellazione e di sezionamento al fine della corretta collocazione dei MSR nei previsti contenitori destinati ai materiali di cat. 1 perché solo dalla corretta identificazione all’origine consegue il successivo destino dei materiali specifici a rischio BSE e dei tessuti edibili non MSR destinati all’alimentazione umana e dei materiali di cat. 2 e 3.
Di fatto con questo ultimo Reg.(UE) 1162/2015 tornano dopo molti anni di emergenza “mucca pazza” sulle tavole degli italiani tutti i salumi tradizionali confezionati con il budello di bovino e preparazioni culinarie tradizionali ottenute con intestino bovino come la Pajata romanesca.




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